intervista su Nova Radio

data:

08/08/2025

Testata:

Novaradio

Autore:

Redazione Novaradio

Argomento

IL PROCESSO

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FIRENZE – In occasione del centenario della pubblicazione del romanzo 1925/2025 la compagnia Archiviozeta torna in scena nel Cimitero germanico del passo della Futa dal 1 al 17 agosto (ore 18) con “Il Processo – primo dibattimento”, da Franz Kafka, con la drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni.

“L’idea di allestire Kafka dopo Thomas Mann al Cimitero Futa Pass ci è sembrata naturale”, spiega la compagnia, che per quattro anni ha proposto uno spettacolo tratto da La Montagna Incantata. “Il fatto che i due romanzi siano stati pubblicati a un anno di distanza (1924 e 1925), che Kafka abbia iniziato a scrivere Il processo proprio mentre stava scoppiando la Grande Guerra (1914) e mentre Hans Castorp (il protagonista della Montagna) si avviava, cantando Schubert, alle trincee e che Kafka a sua volta sia stato ospite dei sanatori a causa della sua tubercolosi alla laringe e che proprio quella stessa malattia lo abbia portato alla morte il 3 giugno 1924 nel sanatorio di Kierling, nei pressi di Vienna, ebbene tutti questi intrecci ci hanno attratto, sembrano quasi grovigli obbligati di realtà e letteratura”. Al centro della scelta anche una riflessione sulla questione ebraica “così atrocemente all’ordine del giorno: tentare di riflettere a partire da quel mondo anteriore, scomparso, ma le cui polveri continuano a minare e contaminare il nostro presente, farlo attraverso la scrittura di Kafka tra caduti nazisti, farlo da imputati in un processo immaginario a quello che siamo diventati: umanità indifferente e burocratica perfettamente inserita nella peggiore prefigurazione totalitaria internazionale… insomma come già accaduto più volte, anche nel corso degli incubi del’900, Kafka è sempre avanti, sprigiona molta energia e continua a tessere quella rete (di nessi, di nodi, di intelligenza artificiale, di guerre perpetue) in cui siamo intrappolati e che ormai è kafkiana per definizione. […] Ecco continuare a riflettere sulla colpa, sul principio responsabilità, sulla vergogna, sulla giustizia, sul libero arbitrio, sul potere, insistere su questi temi, dopo aver lavorato su Dostoevskij e Mann, ci interessa soprattutto oggi.”.

In scena sette corpi, come in una deposizione, danno vita ad una perlustrazione di un profetico organismo letterario. Precipitiamo nella prosa acuminata di Kafka e nella densità dei suoi straordinari dialoghi, nelle maglie di una drammaturgia che trae ispirazione anche dai diari, dai disegni, dalle lettere di Kafka a Felice Bauer, dai testamenti originali lasciati a Max Brod.

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IL PROCESSO

di Franz Kafka

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