Franz Kafka in scena alla Futa, l’avventura del teatro all’interno del cimitero germanico sull’Appennino

data:

10/08/2025

Testata:

Vanity Fair

Autore:

Chiara Pizzimenti

Argomento

IL PROCESSO

Da tempo il teatro trova spazio fuori dalle sale, ma è sempre eccezionale trovare un luogo che entri nello spettacolo come accade al cimitero militare germanico, Futa Pass, tra Firenze e Bologna, dove, fino al 17 agosto, tutti i giorni alle 18, va in scena Il Processo di Franz Kafka, in occasione del centenario della pubblicazione, postuma e con l’intervento dell’amico Max Brod, del romanzo nel 1925.

Franz Kafka in scena alla Futa l'avventura del teatro all'interno del cimitero germanico sull'Appennino

Archiviozeta, fondata nel 1999 da Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni, che qui ha portato per quattro anni La Montagna Incantata di Thomas Mann e molti altri spettacoli prima, riprende il romanzo incompiuto dell’autore praghese scritto in tedesco fra il 1914 e il 1915 e rivisto fino al 1917. Nel 2025 la prima parte del progetto che proseguirà nei prossimi anni sempre nello spazio del cimitero: un intreccio che non è casuale. Il processo è un labirinto di indifferenza e burocrazia di cui si fatica a trovare una ragione e non c’è posto dove l’incomprensibile si mostri meglio che in un cimitero di guerra, un cimitero dove sono sepolti uomini dell’esercito della Germania nazista.

Franz Kafka in scena alla Futa l'avventura del teatro all'interno del cimitero germanico sull'Appennino

Il percorso

«In questo cimitero riposano 30683 caduti germanici della Seconda Guerra Mondiali». Ci sono queste parole incise all’ingresso del cimitero, da qui parte il percorso dello spettacolo da fare in silenzio e con il telefono spento. Si capisce subito che c’è un altro interprete oltre agli attori che si vedono in lontananza salendo verso il monumento centrale del cimitero, un’alta lama in pietra: è la natura. Il vento accompagna la rappresentazione, le nuvole le fanno da sfondo, il verde, costellato dalle lapidi, è compagno dello spettatore che può girarsi da ogni lato e perdersi nel paesaggio a 360 gradi. La rappresentazione è itinerante, si entra e si esce dal monumento, si passa sui lati, lo sfondo sono le cime dell’Appennino.

Siamo ai 900 metri del passo della Futa, valico fra Emilia-Romagna e Toscana. Già arrivare qui è un viaggio: una sessantina di chilometri da Bologna e altrettanti da Firenze. Si arriva con la statale della Futa e con l’autostrada, l’uscita è Firenzuola. Se si sceglie il vecchio percorso della A1 si passa da Pian Del Voglio e si attraversa Bruscoli che segnala uno dei musei della Linea Gotica di queste parti. Anche chi percorre a piedi la via degli Dei può deviare e arrivare fino qui.

Franz Kafka in scena alla Futa l'avventura del teatro all'interno del cimitero germanico sull'Appennino

Lo spettacolo

Spiegano gli autori che «l’idea di allestire Kafka dopo Thomas Mann al Cimitero Futa Pass è sembrata naturale. Dopo quattro anni trascorsi sulla Montagna incantata non era affatto semplice svincolarsi e scendere dal Berghof. Il fatto che i due romanzi siano stati pubblicati a un anno di distanza (1924 e 1925), che Kafka abbia iniziato a scrivere Il processo proprio mentre stava scoppiando la Grande Guerra (1914) e mentre Hans Castorp (il protagonista della Montagna) si avviava, cantando Schubert, alle trincee e che Kafka a sua volta sia stato ospite dei sanatori a causa della sua tubercolosi alla laringe e che proprio quella stessa malattia lo abbia portato alla morte il 3 giugno 1924 nel sanatorio di Kierling, nei pressi di Vienna, ebbene tutti questi intrecci ci hanno attratto, sembrano quasi grovigli obbligati di realtà e letteratura».

Anche se ci si trova oltre i 900 metri di altitudine e per la maggior parte del tempo dello spettacolo all’aperto, si sente nella scena la claustrofobia e tutto quello che richiama la parola kafkiano: inquieto, angoscioso, desolante, paradossale, allucinante, assurdo, secondo la definizione del vocabolario Treccani. «Il tribunale è attratto dalla colpa». «Nessun atto va perduto, il tribunale non dimentica nulla». Lo dice Kafka, lo si ritrova in questo percorso teatrale e ci si sente senza via di scampo come Joseph K muovendo passi in questo monumento alla memoria collettiva della violenza e delle tragedie della storia e di quelle in atto.

Franz Kafka in scena alla Futa l'avventura del teatro all'interno del cimitero germanico sull'Appennino

Il cimitero diventato palcoscenico

Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni sono entrati per la prima volta in questo luogo nel 2002. Sono loro a raccontarlo nel volume Teatro di Marte a cura di Elena Pirazzoli con foto di Franco Guardascione. Da un anno, vivevano sull’Appennino, dopo aver lavorato con Luca Ronconi e girato fra Europa e Usa intervistando Elie Wiesel sulle tracce della Shoah. «Ci siamo guardati intorno. C’era vento. Non abbiamo avuto dubbi. Abbiamo pensato Eschilo. Abbiamo detto I Persiani. Così è iniziato tutto. La tragedia più antica, l’unica ad argomento storico, un esercizio di smontaggio delle identità». Da quella prima tragedia si è passati a tanti classici del teatro e della letteratura greca: da Omero a Sofocle. E poi Pasolini, Shakespeare e Dostoevskij. «Non ci siamo mai mossi eppure abbiamo attraversato tutti i tempi e tutti gli spazi».

Questo cimitero non è l’unico militare germanico in Italia, ma è il più grande. Accoglie tante delle vittime dei combattimenti sulla Linea Gotica. Sepolti in punti diversi, i resti sono stati portati qui dopo l’accordo siglato da Italia e Germania nel 1957. L’inaugurazione è datata 1969, il tratto che contraddistingue questo luogo è la sobrietà. Ospita per lo più giovani, fanti e ufficiali di basso grado: è teatro di morte e teatro di Marte, è una scenografia di senso che sembra nata per gli spettacoli ed essere persino capace di ispirarla.

Link all'articolo originale

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi