nidi di ragno 2

META MemoryEducationTheatreAction

foto archivio zeta

Nidi di ragno 2 - San Giovanni In Monte / Pinacoteca

archiviozeta

progetto META MemoryEducationTheatreAction

mercoledì 8 dicembre 2021

ritrovo alle ore 14.30 davanti alla chiesa di S.Giovanni in Monte a Bologna

è necessario il super green pass / green pass rafforzato

durata 4 ore circa

PRENOTAZIONE QUI

L’evento è anche all’aperto e itinerante e si terrà anche in caso di pioggia
Verrà fatto un percorso adatto a tutti.

iscrizione al progetto 15€ (una tantum)

Con l’iscrizione è incluso il contributo per il kit + 1€ prevendita

mercoledì 8 dicembre 2021 ore 14.30

nidi di ragno – San Giovanni In Monte / Pinacoteca

RAFFAELLO E IL ‘900

in collaborazione con Pinacoteca Nazionale di Bologna, Museo internazionale e biblioteca della Musica, Patto per la lettura Bologna

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

con la partecipazione di Marcella Culatti – storica dell’arte Fondazione Federico Zeri, Elena Pirazzoli – storica Università di Colonia, Enrico Tabellini – Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Catalina Vicens – musicista Conservatrice Museo di San Colombano (Collezione Tagliavini).

La quinta e ultima tappa di nidi di ragno 2 è mercoledì 8 dicembre a Bologna, con ritrovo alle 14.30 davanti alla Chiesa di San Giovanni in Monte dove, grazie ai racconti di Elena Pirazzoli e Marcella Culatti, inizieremo un salto spazio-temporale, un viaggio particolarmente affascinante, ricco di spunti, assonanze, cortocircuiti; una passeggiata che si propone di mettere in relazione l’opera di Raffaello con le vicissitudini storiche della metà del ‘900. 

Il percorso parte dal quadro Estasi di Santa Cecilia, di cui potremo vedere, nella collocazione originale, la copia conservata nella chiesa di San Giovanni in Monte. Questo dipinto ci offrirà lo spunto per ricostruire la storia del convento adiacente, divenuto poi quartier generale nazista e carcere di transito per centinaia di deportati diretti ai campi di concentramento attraverso Fossoli e Bolzano.

Gli strumenti musicali raffigurati nel quadro e la loro simbologia ci portano verso il Museo internazionale e biblioteca della musica dove siamo accolti e guidati nelle sale da Enrico Tabellini che ci illustra, a partire dai preziosi documenti conservati nel museo, alcuni elementi di teoria musicale collegati al dipinto.

Tappa successiva è l’Oratorio di Santa Cecilia, dove grazie a Marcella Culatti decifriamo il meraviglioso ciclo di affreschi dedicato alla tragica vicenda di Cecilia e dipinto agli inizi del ‘500 da Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini. 

Infine percorriamo via Zamboni verso l’obiettivo finale: il quadro originale di Raffaello, conservato in Pinacoteca, dove abbiamo un’ospite d’eccezione: la nuova Conservatrice del Museo di San Colombano – Collezione Tagliavini, la straordinaria musicista Catalina Vicens.

Con questo ultimo nido di ragno facciamo contemporaneamente un viaggio nello spazio urbano ma anche nel tempo, incrociando lo sguardo, grazie alle assonanze messe in evidenza da Elena Pirazzoli, con l’altra famosissima opera emiliana di Raffaello, La Madonna Sistina: un’opera-mondo, attualmente a Dresda, che ha attraversato secoli, paesi e regimi influenzando filosofi, poeti, artisti da Dostoevskij a Tolstoj, da Mann a Benjamin. 

Il nido si chiude con le incandescenti parole di Vasilij Grossman che a questo quadro ha dedicato una riflessione di una densità quasi impronunciabile: …fu così che in un freddo mattino, il 30 marzo 1955 […] entrai nel Museo Puškin, salii al primo piano e mi avvicinai alla Madonna Sistina. Grossman, ossessionato da Raffaello, ci conduce fino dentro al campo di sterminio e le camere a gas di Treblinka.

Raffaello Sanzio, La Madonna Sistina, olio su tela, 1513 – 1514, Gemäldegalerie, Dresda

nidi di ragno 2

META MemoryEducationTheatreAction

Pin va per i sentieri che girano intorno al torrente, posti scoscesi dove nessuno coltiva. Ci sono strade che lui solo conosce e che gli altri ragazzi si struggerebbero di sapere: un posto, c’è, dove fanno il nido i ragni, e solo Pin lo sa ed è l’unico in tutta la vallata, forse in tutta la regione: mai nessun ragazzo ha saputo di ragni che facciano il nido, tranne Pin.

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, Einaudi 1947

progetto META MemoryEducationTheatreAction/nidi di ragno

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

grafica, tecnica, riprese e montaggio Andrea Sangiovanni

assistente riprese Elio Guidotti

partitura sonora Patrizio Barontini

foto Franco Guardascione

con la partecipazione di Luca Baldissara, Patrizio Barontini, Martina Bocchi, Davide Bonazzi, Marcella Culatti, Valentina Cuppi, Brunella Dalla Casa, Patrizia Dignatici, Carlo Gentile, Gianluca Guidotti, Gian Luca Luccarini, Elena Monicelli, Elena Pirazzoli, Alfredo Puccetti, Toni Rovatti, Enrica Sangiovanni, Enrico Tabellini, Daniele Vincenzi

assistenti Giulia Conforto, Giulia Piazza, Marta Zaramella

testi citati e recitati

Giorgio Agamben, Quel che resta di Auschwitz, L’archivio e il testimone, Bollati Boringhieri, Torino 1998
Hannah Arendt, Alcune questioni di filosofia morale, Einaudi, Torino 2015
Luca Baldissara e Paolo Pezzino, Il massacro, il Mulino, Bologna 2009
Italo Calvino, Il sentieri dei nidi di ragno, Einaudi, Torino 1947
Italo Calvino, Prefazione a Il sentieri dei nidi di ragno, Einaudi, Torino 1964
Alberto Cavaglion, Decontaminare le memorie, Luoghi, libri, sogni, add editore, Torino 2021
Brunella Dalla Casa, Attentato al duce, Le molte storie del caso Zamboni, il Mulino, Bologna 2000
Brunella Dalla Casa, Leandro Arpinati, Un fascista anomalo, il Mulino, 2013
Carlo Gentile, I crimini di guerra tedeschi in Italia, 1943-1945, Einaudi, Torino 2015
Ermanno Gorrieri e Giulia Bondi, Ritorno a Montefiorino, il Mulino, Bologna 2005
Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino 1986
Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò, Einaudi, Torino 1947
Cesare Pavese, La luna e i falò, Einaudi, Torino 1950
Cesare Pavese, Feria d’agosto, Einaudi, Torino 1946
Georges Perec, W o il ricordo d’infanzia, Einaudi, Torino 2018 (Éditions Denoël, Paris 1975)
Simone Weil, La prima radice, SE, Milano 1990 (Édition Gallimard, Paris 1949)

in collaborazione con Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, Comune di Marzabotto, Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana, Bologna Football Club 1909, Pinacoteca Nazionale di Bologna, Certosa di Bologna, Parco della Resistenza del Monte Santa Giulia, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna

nell’ambito del progetto Die Massaker im besetzten Italien (1943-45) in der Erinnerung der Täter / Le stragi nell’Italia occupata 1943-1945 nella memoria dei loro autori

si ringrazia
Associazione vittime eccidi nazifascisti di Grizzana – Marzabotto – Monzuno ’43–’44, ANPI, Complesso di San Giovanni in Monte, Università di Bologna, Istituto Storico Modena, Comune di Bologna, Istituzione Bologna Musei

nell’ambito del Patto per la lettura del Comune di Bologna

con il contributo di

Regione Emilia-Romagna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Università di Colonia/Universität zu Köln

nidi di ragno

archiviozeta con il progetto META/nidi di ragno vi invita a percorrere alcuni sentieri della memoria della Regione Emilia-Romagna.

Un viaggio autunnale in 5 tappe, da settembre a dicembre 2021, una ricognizione topografica sulla memoria del ‘900, da fare a piedi, con lentezza; un viaggio poetico, storico, antropologico, educativo in compagnia di studiosə, artistə, testimoni che affondano le radici della loro ricerca e della loro esperienza nel vasto terreno dei conflitti e dei traumi.

I nostri nidi di ragno sono:

– sabato 18 settembre: ex-Staveco/Villa Aldini, Bologna

– domenica 3 ottobre: Marzabotto, Bologna

– domenica 24 ottobre: Montefiorino/Monchio, Modena

– sabato 13 novembre: Littoriale/Certosa, Bologna

– mercoledì 8 dicembre: Chiesa di San Giovanni in Monte /Pinacoteca Nazionale di Bologna

Portiamo nello zaino un’antologia letteraria sulla Resistenza che ha per confini ideali l’ultimo libro di Pavese, La luna e i falò, e il primo di Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno, ma che sconfina liberamente anche altrove.

Cerchiamo di stimolare una riflessione sull’educazione europea e sulla violenza che, durante il nazifascismo, si insinuò in una società indifferente, disposta all’odio e divenne oltraggio verso esseri umani, animali e natura.

Il progetto nidi di ragno prevede la consegna ad ogni partecipante di un kit di oggetti tra cui una custodia pensata per raccogliere le dispense di un libro in divenire ma anche piccoli oggetti nei boschi, lungo i sentieri, una foglia, un fiore, un sasso o un filo d’erba, una guida per attraversare sentieri di conoscenza.

nidi di ragno è parte del progetto META/MemoryEducationTheatreAction che intreccia diversi percorsi tra memoria e arte a partire da luoghi tragicamente simbolici. META/MemoryEducationTheatreAction è un progetto ideato nel 2011 da archivio zeta in collaborazione con la Scuola di Pace di Monte Sole.

sabato 18 settembre 2021 ore 15

nidi di ragno – ex Staveco / Villa Aldini

BOLOGNA ’51

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

partitura sonora e musicale Patrizio Barontini

con la partecipazione di Carlo Gentile e Elena Pirazzoli, Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni

BOLOGNA ’51 è la prima tappa di nidi di ragno 2. Si parte sabato 18 settembre a Bologna in occasione del 70° anniversario del processo a Walter Reder – comandante del reparto esplorante della 16. SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”- processo che ebbe inizio presso la ex-Staveco, allora Tribunale Militare, proprio il 18 settembre 1951. Partiamo da Porta Castiglione, davanti all’ingresso della Staveco guidati da Elena Pirazzoli (Università di Colonia) che ha condotto un enorme lavoro d’archivio su diversi materiali per ricostruire il clima e le emozioni in presa diretta del processo del ’51. Andiamo poi verso Piazza dei Tribunali per riflettere sulla Giustizia a partire dalle questioni di filosofia morale aperte da Hannah Arendt nel 1965 dopo il processo Eichmann. Il cammino ci porta, come in una lenta via crucis, su per Via dell’Osservanza: le stazioni saranno soste di raccoglimento intorno alle commoventi testimonianze emerse nel corso del processo. Infine si arriva a Villa Aldini per riflettere sui carnefici, aiutati dalla competenza in materia di Carlo Gentile (Università di Colonia, autore de I crimini di guerra tedeschi in Italia, 1943-1945, Einaudi, Torino 2015) nel luogo simbolico della violenza fascista in quanto scenografia del film Salò di Pier Paolo Pasolini, luogo lugubre dove si compie l’orrore sadico e dove, come nel film, viene evocato il dolore assoluto di Marzabotto.

Questa prima tappa di nidi di ragno è strettamente legata alla seconda che si svolge proprio a Marzabotto nel giorno dell’anniversario, il 3 ottobre e che si concentra sul Tribunale umano, rievocando, attraverso le Eumenidi di Eschilo, il referendum popolare del 1967, quando Marzabotto rifiutò il perdono a Walter Reder.

BOLOGNA ’51 e TRIBUNALE UMANO è un dittico che fa parte dell’ampio progetto di studio e di ricerca curati per l’Università di Colonia da Carlo Gentile e Elena Pirazzoli: Die Massaker im besetzten Italien (1943-45) in der Erinnerung der Täter / Le stragi nell’Italia occupata 1943-1945 nella memoria dei loro autori. Un progetto multimediale costituito dalla raccolta delle voci, immagini e testimonianze dei soldati tedeschi in Italia e in particolare dei Täter (perpetratori, autori) delle stragi di civili. Diari e lettere di guerra, ma anche deposizioni processuali, interviste e inchieste giornalistiche effettuate dal primo dopoguerra agli anni duemila, cui si aggiungono le difficili riflessioni ed elaborazioni dei loro discendenti.

immagine: Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, la Giustizia, (1338-1339), Sala dei Nove, Palazzo Pubblico, Siena

domenica 3 ottobre 2021 ore 15

nidi di ragno – Marzabotto

TRIBUNALE UMANO

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

partitura sonora e musicale Patrizio Barontini

percussioni Luca Ciriegi

clarinetto Gianluca Fortini

con la partecipazione di Valentina Cuppi, Carlo Gentile, Gianluca Guidotti, Gian Luca Luccarini, Elena Monicelli, Elena Pirazzoli, Alfredo Puccetti, Enrica Sangiovanni

TRIBUNALE UMANO è la seconda tappa di nidi di ragno 2. Si parte domenica 3 ottobre alle 15 da Piazza dei Martiri delle Fosse Ardeatine a Marzabotto in occasione del 77° anniversario degli eccidi di Monte Sole.
Dopo la prima tappa che si è svolta a Bologna il 18 settembre in occasione del 70° anniversario del processo a Walter Reder – il cosiddetto “boia di Marzabotto”, comandante del reparto esplorante della 16. SS-Panzergrenadier-Division “Reichsführer-SS”- processo che ebbe inizio presso la ex-Staveco, allora Tribunale Militare, proprio il 18 settembre 1951, riprendiamo i fili del dibattimento e delle udienze e ripartiamo dalla piazza di Marzabotto che, grazie alla partitura di Patrizio Barontini diventa cassa armonica dei battiti delle pietre e delle percussioni di Luca Ciriegi.

Ci spostiamo nelle strade del paese guidati dalla sindaca Valentina Cuppi che rievoca attraverso le parole dell’allora sindaco Giovanni Bottonelli la necessità di indire un referendum tra i superstiti e i parenti delle vittime: infatti il 30 aprile 1967 Walter Reder aveva scritto al sindaco di Marzabotto una richiesta di perdono; per ricevere la grazia dal presidente della Repubblica bisognava prima ottenere il perdono della parte offesa.

Attraversiamo il paese, inabissandoci nel Sacrario ai Caduti dove si percepiranno, grazie ad una installazione sonora che dissemina le voci delle testimonianze emerse dalle tante deposizioni del processo del ‘51. Insieme ad Alfredo Puccetti diamo voce alla lettera di Reder che non contiene nessuna ammissione di colpa, nessuna assunzione di responsabilità, tanto meno nessuna parola di pentimento personale e riviviamo nel Teatro Comunale di Marzabotto, con il clarinetto di Gianluca Fortini, il tormentato e doloroso percorso civile che porterà alla votazione del 16 luglio 1967.

Il pubblico come in un antico rito democratico che ricorda la nascita del primo Tribunale umano, è chiamato ad assumersi nuovamente il peso della scelta. Un percorso drammaturgico che si conclude con le parole sulla giustizia di Simone Weil e una emozionante riflessione di Enzo Biagi.

Sono con noi in questo cammino a riflettere, approfondire e testimoniare Elena Monicelli (Scuola di Pace di Monte Sole), Gian Luca Luccarini (Associazione delle vittime eccidi nazifascisti di Grizzana  Marzabotto Monzuno), Elena Pirazzoli e Carlo Gentile (Università di Colonia).

Anche questa seconda tappa di nidi di ragno 2 è parte dell’ampio progetto di studio e di ricerca dell’Università di Colonia, finanziato dal Fondo italo-tedesco per il futuro del Ministero degli affari esteri della Repubblica federale tedesca: Die Massaker im besetzten Italien (1943-45) in der Erinnerung der Täter / Le stragi nell’Italia occupata 1943-1945 nella memoria dei loro autori. Un progetto multimediale costituito dalla raccolta delle voci, immagini e testimonianze dei soldati tedeschi in Italia e in particolare dei Täter (perpetratori, autori) delle stragi di civili. Diari e lettere di guerra, ma anche deposizioni processuali, interviste e inchieste giornalistiche effettuate dal primo dopoguerra agli anni duemila, cui si aggiungono le difficili riflessioni ed elaborazioni dei loro discendenti.

Il giorno prima, il 2 ottobre c’è stata presso la Scuola di Pace di Monte Sole una giornata di incontri e approfondimenti proprio su questo progetto: qui potete trovare il programma dettagliato e modalità d’accesso 
programma ufficiale completo delle Commemorazioni

immagine: Antonio Canova, La Giustizia, 1792, Gallerie di Piazza della Scala, Milano

domenica 24 ottobre 2021 ore 14

nidi di ragno – Montefiorino / Monchio

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

partitura sonora e musicale Patrizio Barontini

con la partecipazione di Martina Bocchi, Patrizia Dignatici, Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni e la Fanfara Burek (Luca Ciriegi, Alessandro Zacheo, Tim Trevor Briscoe, Giacomo Scanavini)

La terza tappa di nidi di ragno 2 è domenica 24 ottobre con ritrovo a partire dalle 14 davanti alla Rocca di Montefiorino (MO) che attualmente ospita il Museo della Repubblica di Montefiorino e della Resistenza italiana.

Si entra nel cortile del castello di Montefiorino che domina le vallate dei torrenti Dolo e Dragone, antiche vie di attraversamento del valico appenninico e guidati da Martina Bocchi e dalle parole dei comunicati partigiani si visita questo bel Museo allestito nel luogo simbolo della Repubblica Partigiana di Montefiorino, prima zona libera del nord Italia.

Ripercorriamo le vicende della cosiddetta Repubblica di Montefiorino che fu una delle prime, più estese e importanti esperienze di “zona libera” nel corso della guerra di liberazione. 
Partendo dal racconto della strage di Monchio del marzo 1944, si capisce come l’ostilità nei confronti degli occupanti tedeschi salga. Dalla pianura moltissimi giovani renitenti alla leva di Salò raggiungono le file della resistenza. In maggio Osvaldo Poppi “Davide” sale in montagna da Modena e affianca il comandante Mario Ricci “Armando” in veste di commissario politico. Nel giro di un mese riesce ad unificare tutte le principali formazioni dell’Appennino modenese. Uniti, i partigiani mettono in scacco le forze nemiche: liberano interi paesi, respingono gli attacchi dei fascisti e costringono i tedeschi ad abbandonare molti presidi. Il 18 di giugno, dopo un vero e proprio assedio, prendono possesso della Rocca di Montefiorino.

Al termine della visita del Museo ci spostiamo (ciascuno con la propria auto) sulla cima del monte Santa Giulia a Monchio dove fu fondato il Parco della Resistenza: un punto di riferimento importante per la Repubblica Partigiana di Montefiorino. Dopo l’eccidio che colpì nel 1944 i paesi di Monchio, Costrignano e Susano, il Parco divenne un luogo simbolo degli orrori perpetrati durante la guerra.

Avvolti dai colori autunnali e accompagnati da Patrizia Dignatici attraversiamo il Parco ripercorrendo le memorie della terribile strage di Monchio e arriviamo a, un imponente complesso scultoreo, composto da quattordici grandi monoliti in pietra, opera di artisti di diverse nazionalità, simboleggiante la pace, la libertà e la fratellanza.

Infine poiché nei primi due nidi di quest’anno è stato impossibile accendere fuochi, qui recuperiamo: la Fanfara Burek ci conduce nel bosco con le sue musiche forsennate e al tramonto intorno al falò si aprono le danze di una festa in cui tutti insieme celebriamo l’autunno con marroni, castagnaccio e vino nuovo.

immagine: Hans Holbein il Giovane, Battaglia di Lanzichenecchi, Schlechten Krieg, penna e inchiostro su carta, 1530 ca., Grafiche Sammlung Albertina, Vienna

sabato 13 novembre  2021 ore 10.30

nidi di ragno – Certosa / Littoriale

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

partitura sonora Patrizio Barontini

con la partecipazione di Davide Bonazzi, Brunella Dalla Casa, Gianluca Guidotti, Elena Pirazzoli, Enrica Sangiovanni e Daniele Vincenzi

La quarta tappa di nidi di ragno 2. Questo percorso, simile sulla carta a quello fatto due anni fa – che però era dedicato ai luoghi sacri della Resistenza (muro della fucilazione e Monumento ai partigiani in Certosa, Villa Spada e Monumento alle partigiane) – è un viaggio in negativo: una tappa interamente dedicata alla riflessione sui pericolosi legami tra architettura e regime, tra sport e propaganda, tra violenza e potere.

Si attraversa il cimitero monumentale facendo sosta alla tomba di Anteo Zamboni di cui ci parla la storica Brunella Dalla Casa e poi si va in direzione del Monumento ai caduti della Grande Guerra per osservare da vicino il Monumento ai martiri della rivoluzione fascista, progettato dall’architetto Giulio Ulisse Arata con sculture di Ercole Drei.  Guidati dai racconti architettonici di Daniele Vincenzi, percorriamo la Certosa in direzione del Littoriale (oggi stadio Renato Dall’Ara) per capire come nacque il primo vero stadio italiano e come divenne modello per quelli che seguirono.

Entriamo dentro lo stadio accompagnati dalle riflessioni di Elias Canetti sulla massa, sul potere e sulle urla di trionfo. Ricordiamo come il 29 ottobre 1926 Leandro Arpinati, una delle figure di maggior spicco del fascismo bolognese, poté fissare la data di fine lavori. Due giorni dopo, la mattina del 31 ottobre 1926, davanti a tutte le autorità cittadine, lo stadio Littoriale fu inaugurato da Benito Mussolini, il quale entrò scenograficamente nell’impianto in sella al suo cavallo. Nel tardo pomeriggio dello stesso giorno Mussolini fu oggetto di un attentato perpetrato dall’anarchico quindicenne Anteo Zamboni, che gli sparò mancandolo; il giovane fu ucciso sul luogo del fallito attentato dagli squadristi del fascio.

Andiamo a bordo campo verso la Torre di Maratona inaugurata nel 1929 sempre su disegno di Giulio Ulisse Arata. Nell’incavo ad arco, proprio di fronte alla tribuna reale, era collocata la statua equestre di Mussolini, mentre sul pennone era issata una Vittoria alata. Dopo la guerra il monumento del duce a cavallo sarà in parte disperso e in parte fuso per le statue dei partigiani di Porta Lame.

Ci viene in aiuto la scrittura di Georges Perec e il suo libro W o il ricordo di infanzia in cui viene descritta una società guidata dall’ideale sportivo olimpionico e fondata sulle competizioni che però gradualmente vediamo degenerare verso una contro-utopia mostruosa.

Questo passaggio letterario ci introduce alla storia del leggendario allenatore del Bologna Árpád Weisz a cui Davide Bonazzi ha dedicato l’illustrazione che accompagna il nostro cammino. Nei pressi della targa a lui dedicata dentro allo stadio Elena Pirazzoli ci racconta la storia  della persecuzione, dell’arresto e della deportazione ad Auschwitz di questo grande campione.

L’anello si chiude con la riflessione di Giorgio Agamben tratta da Quel che resta di Auschwitz che citando Primo Levi racconta di una partita tra SS e rappresentanti del SonderKommando, quella partita non è mai finita, è come se durasse ancora,  ininterrottamente.

immagine: Bologna 1938 – Illustrazione di Davide Bonazzi, 2015

mercoledì 8 dicembre 2021 ore 14.30

nidi di ragno – San Giovanni In Monte / Pinacoteca

RAFFAELLO E IL ‘900

a cura di Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni

con la partecipazione di Marcella Culatti – storica dell’arte Fondazione Federico Zeri, Elena Pirazzoli – storica Università di Colonia, Enrico Tabellini – Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna, Catalina Vicens – musicista Conservatrice Museo di San Colombano (Collezione Tagliavini).

La quinta e ultima tappa di nidi di ragno 2 è mercoledì 8 dicembre a Bologna, con ritrovo alle 14.30 davanti alla Chiesa di San Giovanni in Monte dove, grazie ai racconti di Elena Pirazzoli e Marcella Culatti, inizieremo un salto spazio-temporale, un viaggio particolarmente affascinante, ricco di spunti, assonanze, cortocircuiti; una passeggiata che si propone di mettere in relazione l’opera di Raffaello con le vicissitudini storiche della metà del ‘900. 

Il percorso parte dal quadro Estasi di Santa Cecilia, di cui potremo vedere, nella collocazione originale, la copia conservata nella chiesa di San Giovanni in Monte. Questo dipinto ci offrirà lo spunto per ricostruire la storia del convento adiacente, divenuto poi quartier generale nazista e carcere di transito per centinaia di deportati diretti ai campi di concentramento attraverso Fossoli e Bolzano.

Gli strumenti musicali raffigurati nel quadro e la loro simbologia ci portano verso il Museo internazionale e biblioteca della musica dove siamo accolti e guidati nelle sale da Enrico Tabellini che ci illustra, a partire dai preziosi documenti conservati nel museo, alcuni elementi di teoria musicale collegati al dipinto.

Tappa successiva è l’Oratorio di Santa Cecilia, dove grazie a Marcella Culatti decifriamo il meraviglioso ciclo di affreschi dedicato alla tragica vicenda di Cecilia e dipinto agli inizi del ‘500 da Francesco Francia, Lorenzo Costa e Amico Aspertini. 

Infine percorriamo via Zamboni verso l’obiettivo finale: il quadro originale di Raffaello, conservato in Pinacoteca, dove abbiamo un’ospite d’eccezione: la nuova Conservatrice del Museo di San Colombano – Collezione Tagliavini, la straordinaria musicista Catalina Vicens.

Con questo ultimo nido di ragno facciamo contemporaneamente un viaggio nello spazio urbano ma anche nel tempo, incrociando lo sguardo, grazie alle assonanze messe in evidenza da Elena Pirazzoli, con l’altra famosissima opera emiliana di Raffaello, La Madonna Sistina: un’opera-mondo, attualmente a Dresda, che ha attraversato secoli, paesi e regimi influenzando filosofi, poeti, artisti da Dostoevskij a Tolstoj, da Mann a Benjamin. 

Il nido si chiude con le incandescenti parole di Vasilij Grossman che a questo quadro ha dedicato una riflessione di una densità quasi impronunciabile: …fu così che in un freddo mattino, il 30 marzo 1955 […] entrai nel Museo Puškin, salii al primo piano e mi avvicinai alla Madonna Sistina. Grossman, ossessionato da Raffaello, ci conduce fino dentro al campo di sterminio e le camere a gas di Treblinka.

Raffaello Sanzio, La Madonna Sistina, olio su tela, 1513 – 1514, Gemäldegalerie, Dresda

 

kit – nidi di ragno

nidi di ragno è un progetto a tappe che prevede un contributo di 15€ per l’acquisto di un kit costituito da:

– uno zaino/borsa ecologici in materiale riciclato con chiusura a coulisse e manici lunghi come una shopper

– una mappa/progetto

– una scatola/libro in cartone

– una penna e una matita biodegradabili

– materiali di approfondimento e di riflessione

L’acquisto del kit dà diritto a partecipare a tutte le camminate del progetto e prevede la consegna di nuovi materiali ad ogni tappa di nidi di ragno.

Il kit si può acquistare in qualsiasi tappa successiva completo degli arretrati.

ex Staveco / Villa Aldini

18 settembre 2021 - Bologna

Marzabotto

3 ottobre 2021 - Marzabotto

Montefiorino / Monchio

24 ottobre 2021 - Montefiorino / Monchio

Certosa / Littoriale

13 novembre 2021 - Certosa / Littoriale

NIDI DI RAGNO 2 – SAN GIOVANNI IN MONTE / PINACOTECA

8 dicembre 2021 - San Giovanni In Monte / Pinacoteca Nazionale di Bologna