BACCANTI @Area Archeologica Fiesole: Dioniso si fa doppio tra le rovine antiche
17/07/2025
Gufetto
Sandra Balsimelli e Leonardo Favilli
BACCANTI
Sbarca anche in Toscana la messa in scena di BACCANTI, il classico di Euripide a firma Archivio Zeta. Le rovine silenziose ma eloquenti dell’Area Archeologica di Fiesole hanno accolto le vicissitudini dell’ultima tragedia del drammaturgo greco sullo sfondo di un tramonto presago delle tenebre che avvolgeranno le dolci colline come il destino di Penteo e della sua stirpe. Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti hanno come di consueto fatto proprio il testo classico per una restituzione giocata sul doppio, sulla dicotomia con una lettura a tratti psicologica lontana dal dionisiaco liberatorio ed incontrollato degli istinti e delle passioni. Nella sacralità dello spazio storico in cui ci troviamo la tragedia si consuma lentamente, passo dopo passo, fino agli ulivi del Citerone, dove il destino vendicativo del dio si compie. Dal 1 agosto al Cimitero militare Germanico della Futa prenderà forma il nuovo spettacolo di Archivio Zeta: IL PROCESSO.
A cura di Sandra Balsimelli e Leonardo Favilli
Contenuti
BACCANTI: l’ambivalenza senza sintesi di un dio doppio

Dioniso, dio “genio e sregolatezza”, archetipo dell’ebbrezza e dell’istinto, polo opposto di un apollineo apoteosi di raziocinio ed equilibrio. Ma anche Dioniso dio del teatro e della musica, perfetti connubi di ritmo, regolarità e ispirazione. Proprio lui, così umano nella sua molteplice natura, costretto a convincere i tebani della sua divinità, di quella discendenza da Zeus che i cittadini negano, pensandola solamente una bieca scusa di sua madre Semele per giustificare un tradimento. Mentre le donne in cui sta germinando il seme della follia sul Citerone si abbandonano alla bestialità ancestrale della natura umana, il dio costruisce la sua vendetta scendendo sulla terra, umano tra gli umani ma unione perfetta di un Olimpo i cui abitanti non hanno mai smesso di compenetrarsi con i mortali sulla terra. Un’ambivalenza che non diventa però sintesi ma resta doppio, come due stelle gemelle che convivono distinte ma interdipendenti.
Dioniso gioca con l’arroganza del potere in BACCANTI
Proprio così Archivio Zeta ha scelto di offrirci un Dioniso che è uomo e donna insieme – rispettivamente Pouria Jashn Tirgan ed Enrica Sangiovanni – dando voce alle due entità separatamente, senza sovrapposizioni, lasciando che entrambe possano trovare espressione in un’alternanza mai didascalica o di maniera. E se doppio è il dio, non manca di duplicità neanche Penteo, attrice (Diana Dardi) in abito maschile giacca e pantaloni, vistosamente moderni e oversize per un potente che cerca di nascondere nella perentorietà della voce, satura di arroganza e di nervosismo, la caducità e l’effimero del suo potere. Il fantoccesco re di Tebe dal suo piedistallo di pietra domina noi, spettatori consapevoli, così come gli unici portatori di verità della città – Tiresia (Andrea Maffetti) e Cadmo (Gianluca Guidotti), ancora una coppia – ignaro del destino ove la sua cecità, differentemente da quella dell’indovino, lo condurrà. A partire dal Tempio romano, dove il duplice dio gioca con il coro – di nuovo il Maffetti con Giacomo Tamburini e Giuseppe Losacco – per il prologo della tragedia, il pubblico è accompagnato verso questo stesso destino passando per Tebe, infossata all’interno dell’area delle antiche Terme da dove si è costretti a salire, come Penteo, al Citerone; i suoi ulivi saranno capaci di celare la figura del re anche se non abbastanza da impedirgli il massacro per mano di sua madre Agave (Diana Dardi).
BACCANTI: dionisiaco senza catarsi

La drammaturgia di Archivio Zeta ci fornisce uno sguardo evocativo nel quale il bacchico non trova spazio, lasciandoci nella consapevolezza del nostro status di spettatore, senza velleità di immersività o tantomeno di contemporaneizzazione del testo – come recentemente accaduto in un’altra messa in scena del testo euripideo. Unico elemento di rottura le note di Tico-tico sulle quali la coppia Tiresia-Cadmo ci accompagna negli intermezzi di spostamento – ulteriore vezzo beffardo e irridente nei confronti del potere ben lontano dai meandri dell’ebbrezza dionisiaca.
Il viaggio intinerante
Il viaggio itinerante nella natura e nello scenario archeologico al tramonto, permette di stagliare con più forza il contrasto tra il livore di Penteo, icona quanto mai attuale di un potere oscillante tra crudeltà, insensatezza e delirio di controllo, e le forze liberatorie e distruttive della natura primordiale, bestiale e divina, al tempo stesso, che resta. Contrasto che, tuttavia, forse per scelta o per tragica adesione alla (nostra) realtà, resta, alla fine, irrisolto, senza catarsi, senza rilascio. Che sia tardi per noi per riconnetterci alle forze purificatrici e inesorabili del tragico? Tra quali macerie contemporanee risuona la danza dissolutoria di Dioniso? In attesa di risposte nuove accogliamo la ricerca di Archivio Zeta come un punto di partenza, contraddistinto, come sempre, da cura e autenticità.
Visto presso l’Area Archeologica di Fiesole (FI) il 4 luglio 2025
BACCANTI
di Euripide
drammaturgia e regia Gianluca Guidotti e Enrica Sangiovanni
con
Diana Dardi – Penteo, Agave
Gianluca Guidotti – Cadmo
Pouria Jashn Tirgan – Dioniso
Giuseppe Losacco – Coro, Guardia, Messaggero
Andrea Maffetti – Coro, Tiresia, Messaggero
Enrica Sangiovanni – Dioniso
Giacomo Tamburini – Coro, Messaggero, duduk
partitura musicale Patrizio Barontini
movimenti scenici Giuditta de Concini
sartoria les libellules Studio
luci Vincenzo Scorza
foto di scena Franco Guardascione
grafica nonsinaviga
Link all'articolo originale
Tutti gli articoli su BACCANTI
- BACCANTI @Area Archeologica Fiesole: Dioniso si fa doppio tra le rovine antiche
- La vita indistruttibile di Dioniso in Baccanti di ArchivioZeta
- L’epidemia delle Baccanti
- CON LE BACCANTI SUL MONTE CITERONE DI BOLOGNA
- Un diario per l’estate #1. Segni della peste
- Fra Dioniso, Shiva e i dilemmi del governante: le Baccanti di Archivio Zeta alla nascita del mito
- “Baccanti” di Euripide Recensione di Maria Cecilia Bertolani