PASOLINI A VILLA ALDINI

15,00

© 2022 archiviozeta editrice – pp. 112

collana leucò 2

ISBN 978-88-944152-3-0

Le foto pubblicate nella prima parte sono di Deborah Imogen Beer, tutti i diritti riservati Archivio Cinemazero Images. Le foto della seconda parte sono di Franco Guardascione, Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni, tutti i diritti riservati archiviozeta.

Grazie a Lorenzo Balbi, Marco Antonio Bazzocchi, Giorgia Boldrini, Simona Brighetti, Roberto Chiesi, Antonio Ciciriello, Roberto Diolaiti, Giulia Conforto, Riccardo Costantini, Elena Di Gioia, Teresa Guerra, Gian Luca Farinelli, Rossella Fino, Roberta Gabriele, Francesca Loiacono, Elena Pirazzoli, Maria Grazia Posani, Leonardo Regano, Rosalba Ruggeri, Elisa Schiavina, Matteo Turricchia, Francesco Volta, Annalisa Zanotti, Marta Zaramella, Libreria Modo Infoshop, Patto per la lettura Bologna, Fondazione Villa Ghigi.

Questo catalogo è pubblicato in occasione della mostra Pasolini a Villa Aldini inaugurata il 12 maggio 2022 nell’ambito di ART CITY BOLOGNA e del progetto PPP | 100 anni di Pasolini a Bologna progetto promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

COD: ISBN 978-88-944152-0-9-1 Categoria:

A chi vuoi rivolgere questo film?

Mi rivolgo in generale a tutti, ad un altro me stesso, a tutti quelli che come me detestano il potere per quello che fa del corpo umano: la riduzione di questo a cosa, l’annullamento della personalità dell’uomo. […] Ognuno odia il potere che subisce, quindi io odio con particolare veemenza questo potere che subisco: questo del 1975.

intervista rilasciata da PPP a Gideon Bachmann e Donata Gallo, agosto 1975

Questo libro nasce nell’ambito del progetto 100 colpi ideato da archiviozeta per i 100 anni di Pier Paolo Pasolini e viene pubblicato in occasione della mostra Pasolini a Villa Aldini. Si possono così ripercorrere finalmente i giorni di lavorazione del film Salò o le 120 giornate di Sodoma presso Villa Aldini a Bologna, nell’aprile del 1975, grazie alla straordinaria documentazione fotografica di Deborah Imogen Beer, fotografa ufficiale del set. 

Ci sono voluti diversi giorni per orientarci nell’immensità del materiale disponibile, ma nello scorrere le bellissime foto di Deborah Beer ci è sembrato di entrare in profondità nel lavoro di Pasolini. I suoi gesti, il suo sguardo, il suo stare sempre alla macchina da presa, il suo dialogo continuo con attori e comparse emerge da ogni scatto. Non è un regista accomodato su una sedia che porta il suo nome, anzi non ci pare proprio di averlo mai visto riposare. È sempre in piedi, in cima ad una scala altissima oppure su un ponteggio. Il suo occhio è quello della macchina da presa, è lui a decidere l’inquadratura. Scrive con le immagini sulla pellicola così come scriveva con le parole sulla carta. Ha la stessa cura. Ne sente la responsabilità.

Ma questo libro, attraverso Pasolini, quasi fosse un demone protettore della Villa, parla anche al tempo presente, immaginando il futuro: quale sarà il destino di questo Partenone, di questa Acropoli contemporanea?

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 22 × 17 cm