Dostoevskij, ultima tappa il viaggio di Archivio Zeta

Matteo Brighenti | 31/12/2021 | Hystrio

IL VOLTO, liberamente ispirato a L’idiota di Fédor Dostoevskij.

Drammaturgia e regia di Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni.
Costumi e scene di Les libellules Studio. Musiche di Patrizio Barontíni.
Con Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni, Antonia, Ida ed Elio Guidotti, Andrea Sangiovanni, Giacomo Tamburini, Alessandro Vuozzo, Luca Ciriegi (percussioni). Prod. Archivio Zeta, Firenzuola (Fi).
BOLOGNA ESTATE 2021.

L’arte è vita che non finisce. Dà tempo al tempo, lo allarga, Io avvicina all’infinito. Ne Il volto Archivio Zeta ricerca e ritrae sulla tela di parole di Fédor Do-stoevskij quale travaglio attraversa lo sguardo dell’artista per riuscire a creare, quindi a ispirare la resurrezione dell’instante, fugace di natura, nel per sempre dell’opera. Villa Aldini, a Bologna, restituita dalla Compagnia alla città dopo anni di abbandono, è il nuovo teatro del rigore di Gianluca Guidotti e di Enrica Sangiovanni, corpo a corpo con l’architettura e con la natura. Tra il prato all’ombra del tempio napoleonico e neoclassico e la Rotonda della Madonna del Monte, con affreschi dell’XI secolo dei volti degli Apostoli nelle nicchie, Archivio Zeta traccia linee geometriche e misteri che negli abissi de L’idiota e di Delitto e castigo. È l’ultimo spettacolo, nel bicentenario della nascita dello scrittore (1821-2021), del progetto triennale Topografia Dostoevskij. Il racconto dettagliato quanto onirico della grazia dalla pena di morte, trauma di una vita per l’autore, si dispiega in un’indagine perturbante sull’immagine come riflesso del volere, sulla bellezza e sulla sofferenza, e su come rappresentare ciò che è irrappresentabile. Basti pensare alla tavola Il corpo di Cristo morto nella tomba di Hans Holbein, discusso proprio ne L’idiota. È un viaggio polifonico alla scoperta del quadro dei quadri: il Creato. Lo specchio dell’uomo nel volto di Dio.

Matteo Brighenti