DIALOGHI IN QUOTA AL FUTA PASS

a cura di Elena Pirazzoli

tutti i sabati dal 28 luglio al 18 agosto, dopo lo spettacolo, ingresso libero - Cimitero Futa Pass

ingresso libero, senza prenotazione

28 luglio

DOVE RIPOSANO I NEMICI

Il lutto dei perpetratori e quello delle vittime nello stesso paesaggio
dialogo con Carlo Gentile e Luca Baldissara


4 agosto

UNA SPIRALE NEL PAESAGGIO

Il progetto di Dieter Oesterlen per il Soldatenfriedhof Futa Pass
dialogo con Giacomo Calandra di Roccolino


11 agosto

UNA NUOVA FORMA PER IL LUTTO

Le linee culturali del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge dopo il 1945
dialogo con Birgit Urmson e Sofia Nannini


18 agosto

NESSUNO HA IL DIRITTO DI OBBEDIRE

L’antigonismo del nostro tempo
dialogo con Valeria Verdolini


 

Sono trascorsi quindici anni da I Persiani di Eschilo, nostro primo spettacolo al Cimitero. Abbiamo pensato fosse giunto il momento di valorizzare questa esperienza teatrale costruendo, a fianco degli spettacoli, una costellazione di incontri. Ogni incontro ha un tema e ciascun ospite è chiamato a riflettere sulle questioni poste da Antigone dal punto di vista storico, architettonico, paesaggistico, filosofico ed etico, in un dialogo aperto col pubblico.

Con questo prezioso ciclo di incontri vogliamo inaugurare un percorso di conoscenza e di ricerca su questo luogo simbolico, in vista del cinquantesimo anniversario dell’inaugurazione che si terrà il prossimo anno: 1969/2019. Dialoghi che si terranno in quota, nel piazzale e nella cripta del Cimitero Militare Germanico Futa Pass, vale a dire nel cuore di questa enorme opera architettonica e a caldo, subito dopo la fine di ciascun spettacolo.

Abbiamo chiesto a Elena Pirazzoli, intellettuale e storica sensibile che fa la spola con intelligenza, acume e passione tra Arte e Memoria di scavare negli archivi, di coordinare le ricerche e di disegnare la mappa di questi dialoghi.

glg es

Quattro dialoghi attorno ad Antigone, alla notte e alla nebbia dei senza nome. Quali domande pone, oggi, un cimitero di soldati caduti come nemici e sepolti sullo stesso territorio in cui hanno combattuto fino, in certi casi, ad attaccare e annientare donne, bambini e anziani inermi? La seconda guerra mondiale, l’adesione ideologica alla violenza hanno segnato un solco per la Germania e per l’Europa intera. Quale forma è stata pensata per il lutto dei perpetratori sconfitti, superando la retorica militarista e nazionalista imperante prima del 1945?

Sistema concentrazionario, persecuzioni razziali e politiche, stragi di civili: il nazismo perseguiva l’annientamento – è nel nicht che sta il nucleo del Vernichtungslager, il campo di sterminio – dei propri oppositori. In particolare, i prigionieri politici erano definiti N.N., Nacht und Nebel, destinati a scomparire nella notte e la nebbia, come Alberich nel Rheingold di Wagner.

Oggi N.N., nescio nomen, sono i corpi non identificati dei morti in mare, tolti alla vista e sepolti da nuove Antigoni. Quali scelte di antigonismo sono possibili nel nostro tempo, per esprimere dissenso, disobbedienza di fronte a leggi e poteri che contraddicono l’etica?

Elena Pirazzoli


28 luglio

DOVE RIPOSANO I NEMICI
Il lutto dei perpetratori e quello delle vittime nello stesso paesaggio

dialogo con Carlo Gentile e Luca Baldissara

Carlo Gentile è ricercatore di ruolo e professore aggregato all’Università di Colonia ed è perito tecnico nei principali processi di stragi nazifasciste in Italia. Tra i suoi libri usciti nel nostro paese ricordiamo I nazisti. I rapporti tra Italia e Germania nelle fotografie dell’Istituto Luce, con L. Klinkhammer e S. Prauser (Editori Riuniti 2003) e I crimini di guerra tedeschi in Italia (Einaudi 2015).

Luca Baldissara insegna Storia contemporanea presso l’Università di Pisa. È rappresentante dell’Università di Pisa nel Centro interuniversitario di ricerche storico-militari. Si occupa di storia amministrativa e delle istituzioni, di storia della guerra e della Resistenza, di storia del sistema politico, dei conflitti e dei movimenti sociali, di storia dei crimini di guerra e di giustizia di transizione. Tra le sue pubblicazioni, si segnala Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole (con P. Pezzino, Il Mulino 2009). Attualmente lavora a una storia della guerra e della Resistenza per l’editore Il Mulino.


4 agosto

UNA SPIRALE NEL PAESAGGIO
Il progetto di Dieter Oesterlen per il Soldatenfriedhof Futa Pass

dialogo con Giacomo Calandra di Roccolino

Giacomo Calandra di Roccolino, architetto, ha conseguito il dottorato di ricerca in Composizione architettonica presso l’Università Iuav di Venezia. È stato coordinatore scientifico del DFG-Graduiertenkolleg “Kunst und Technik” alla Technische Universität Hamburg-Harburg e attualmente insegna progettazione architettonica e urbana all’HafenCity Universität di Amburgo. È membro della redazione della rivista online “Engramma. La tradizione classica nella memoria occidentale” e ha recentemente pubblicato in Germania la monografia Bernhard Hermkes. Die Konstruktion der Form (Dölling und Galitz 2018).


11 agosto

UNA NUOVA FORMA PER IL LUTTO
Le linee culturali del Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge dopo il 1945

dialogo con Birgit Urmson e Sofia Nannini

Birgit Urmson, Doktor der Philosophie alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco, collabora con Berkeley, University of California, tenendo lezioni di arte e storia culturale. Vive tra Oackland (CA) e la Toscana. La sua tesi di dottorato, German and United States Second World War Military Cemeteries In Italy – Cultural Perspectives è in corso di pubblicazione per le edizioni Peter Lang Group.

Sofia Nannini si è laureata nel 2017 in Ingegneria Edile-Architettura presso l’Università di Bologna. Dal novembre dello stesso anno è dottoranda in Storia dell’architettura presso il Politecnico di Torino, dove svolge ricerche sulla storia della costruzione in Islanda.


18 agosto

NESSUNO HA IL DIRITTO DI OBBEDIRE
L’antigonismo del nostro tempo

dialogo con Valeria Verdolini

Valeria Verdolini è ricercatrice precaria all’Università degli Studi di Milano. Sociologa del diritto e attivista, è presidente di Antigone Lombardia. Dentro e fuori l’Università, si è occupata di processi di democratizzazione, movimenti sociali, primavere arabe, carcere, politiche di sicurezza, migrazioni, giustizia penale, femminismi.

con il contributo di

 

Per l’immagine si ringrazia:

Volksbund Deutsche Kriegsgräberfürsorge
Bundesgeschäftsstelle – Abteilung Gedenkkultur und Bildungsarbeit