LE CENERI DI ATENA

riti di fondazione da Eschilo a Pier Paolo Pasolini

giugno | ottobre 2022 - MUSEO NAZIONALE ETRUSCO POMPEO ARIA - AREA ARCHEOLOGICA

Percorsi di creazione e performance realizzati da archiviozeta con il coinvolgimento di cittadini di tutte le età, abilità e provenienze anche senza conoscenze artistiche specifiche. Si richiede preferibilmente di partecipare a tutti gli incontri. I percorsi si concluderanno con prove aperte al pubblico

La partecipazione è gratuita, info e iscrizioni info@archiviozeta.eu oppure 334 9553640

calendario incontri

19 giugno ore 17 MUSEO NAZIONALE ETRUSCO POMPEO ARIA – AREA ARCHEOLOGICA (Marzabotto)

24 e 25 settembre ore 16 MUSEO NAZIONALE ETRUSCO POMPEO ARIA – AREA ARCHEOLOGICA (Marzabotto)

1 e 2 ottobre ore 16 MUSEO NAZIONALE ETRUSCO POMPEO ARIA – AREA ARCHEOLOGICA (Marzabotto)

22 e 23 ottobre ore 16.30 PERIFERICO FESTIVAL, MODENA

in collaborazione con

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO POMPEO ARIA – AREA ARCHEOLOGICA

COMUNE DI MARZABOTTO

SCUOLA DI PACE DI MONTE SOLE

PERIFERICO FESTIVAL

FESTIVAL CRINALI

FESTIVAL RADICI

 

Come si fonda una città? Da dove si parte per misurare lo spazio? Quali le linee essenziali da tracciare? Dove scavare? E quando? Dove collocare il centro? Perché osservare il volo degli uccelli?

A partire da queste domande etrusche, nell’anno del centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, poeta profondamente legato a Marzabotto, artista che con la sua opera ha indagato senza paura il mito e le tragedie della modernità, intendiamo coinvolgere i cittadini di tutte le età, anche senza nessuna esperienza artistica, in un percorso di conoscenza che affonda le radici nel mito e nella tragedia antica per arrivare fino alla storia del Novecento.

Immaginiamo di lavorare teatralmente – corpo a corpo – scegliendo alcune parole/pietre da Eschilo e da Pier Paolo Pasolini sulla nascita di Atena e della polis, sulla giustizia, la vendetta e la colpa, sulla creazione dello spazio pubblico, su cosa significa essere cittadini oggi.

Con un gruppo composto da attrici, attori, musicisti, scultori organizzeremo laboratori aperti alla cittadinanza, in un lungo viaggio collettivo a tappe, dall’estate all’autunno: simbolicamente dal solstizio d’estate fino ai giorni dell’anniversario dell’eccidio di Monte Sole e poi oltre fino alla fine di ottobre.

Gli incontri si svolgeranno nei diversi luoghi dell’area archeologica del Museo Nazionale Etrusco Pompeo Aria di Marzabotto: il santuario, la necropoli, l’acropoli, l’agorà, il tempio, il museo stesso, con incursioni anche nel paese di Marzabotto e nel Parco di Monte Sole in collaborazione con il Comune, la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole e il Festival Crinali. Infine ci saranno due appuntamenti a Modena in collaborazione con Periferico Festival.

Un viaggio nel tempo ma anche nello spazio, dal solco tracciato dall’aratro fino ai muri che continuano a delimitare i privilegi della nostra fortezza: l’area archeologica etrusca come modello di piano urbanistico per la fondazione della polis – il paese con il Sacrario come luogo della costruzione della memoria collettiva ma anche della giustizia e infine della vita quotidiana della comunità – il Parco di Monte Sole come luogo naturale di dolore e di raccoglimento sulla tragedia dell’eccidio ma anche di abbandono, la Scuola di Pace come spazio anti-retorico di riflessione sui conflitti e sui muri del presente ma soprattutto di educazione non formale per immaginare il futuro, le relazioni, i confini, la convivenza, la periferia industriale della città di Modena, come luogo da cui ripensare la città del futuro.

Immaginiamo di tessere un variegato tappeto di azioni e voci, un coro in movimento costituito da gesti, suoni, canti, discorsi pubblici, poesie, racconti.

Quello che cercheremo di creare insieme è un’azione condivisa, un rito di fondazione di una nuova polis, un canto che genera il mondo: solo attraversando i miti e la memoria del mondo si ottiene la possibilità di cambiarlo.

È un lavoro utopico di memoria ma soprattutto un’azione artistica concreta per i nostri tempi interessanti al cospetto della nostra terra devastata.

Il nostro rito di fondazione è anche un atto di dolore per una civiltà che è stata spazzata via dalla storia, inghiottita dalla vegetazione del tempo.

Come gli aborigeni australiani credono che lo spazio non sia definito di per sé ma plasmato continuamente dall’azione dell’immaginazione, della voce, del canto, del ritmo dei passi e della poesia così le ceneri di Atena sono sparse per rendere di nuovo fertile la nostra casa della memoria collettiva da cui dipende tutto il nostro presente.