Edipo Re
Sofocle
6 - 7 - 8 marzo 2026 - Galleria Toledo, Napoli
17 aprile 2026 - Teatro della Vittoria, Cascine di Buti (PI)
di Sofocle
traduzione Federico Condello
drammaturgia, scenografia, regia e interpretazione Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti
musica Patrizio Barontini
tecnica Vincenzo Scorza e Elio Guidotti
durata 1h10
orari:
6 marzo ore 19
7 marzo ore 20.30
8 marzo ore 18
17 aprile ore 21.15
La tragedia si svolge con scene che guardano al teatro orientale, ma anche ai film di Pasolini dedicati al mito, con arrampicate e imprecazioni verso un piano superiore vuoto dove sarebbero gli dei, artefici di questi infiniti inganni, e uscite verso una porta dove gli attori si cambiano d’abito per entrare come altri personaggi, come un precipitare di segni inascoltati verso la rivelazione devastante. La recitazione avvolge, emoziona e raffredda, straniando, inducendo al giudizio e trasportando dentro gli abissi dell’individuo. Il tentativo di Edipo di sottrarsi alla sorte, di costruirsi come umanistico artefice del proprio destino, fallisce, riportandolo alla inestirpabile maledizione della stirpe.
Una rossa zimarra appesa che sbarra la strada rappresenta il corpo di Giocasta impiccatasi: Edipo, rovesciando lo scettro in bastone da pellegrino, la scosta e con una culla-corazza trasformata in gerla si avvia verso la fredda luce esterna del tramonto, verso “il Citerone”, ritornando a quel luogo selvaggio, misterioso, dove fu esposto bambino. E noi siamo con lui, nudi di fronte al mistero di quello che avremmo voluto essere e di ciò che siamo, nonostante e a causa di noi stessi. Il testo rivive urgente nell’intelligenza interpretativa, nella finezza attoriale; la tragedia antica diventa uno degli spettacoli più belli, forti e coinvolgenti di teatro contemporaneo visto nelle ultime stagioni.
Massimo Marino – Doppiozero 27/08/2012