Edipo Re

di Sofocle

Edipo Re

di Sofocle

Regia Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti

traduzione Federico Condello – Università di Bologna

diretto e interpretato da Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti

musica Patrizio Barontini

luci Antonio Rinaldi

suono Tempo Reale

sartoria Made in Tina

assistenza di scena Andrea Sangiovanni

coordinamento organizzativo Luisa Costa

cura Rossella Menna

produzione Archivio Zeta 2011 al Teatro Romano di Fiesole – ripresa 2012 allo Spazio Tebe – riallestimento 2015 Aula Magna Santa Lucia/Homo sum, la Permanenza del Classico

In una tragedia in cui la trama è data dal lento esaminare qualcosa di già avvenuto, la vera materia drammatica, politica, è nella dissezione chirurgica della dinamica del disastro: l’analisi tragica. Quale lingua contemporanea, se non quella di Archivio Zeta che provoca indugio nell’occhio e nell’orecchio, può allora rendere evidenza e conto del tragico, lento, crudele “guardare meglio” di Edipo? Al pubblico Guidotti e Sangiovanni consegnano immediatamente le chiavi del giallo, portando alle estreme conseguenze la struttura della tragedia stessa, perché possano scavalcare l’adrenalina da finale dell’intreccio, e concentrarsi sulle nervature della fabula. Il luogo del delitto del re Laio è sotto gli occhi di tutti, già rivelato, insieme alla colpa del figlio: i due attori lo calpestano fisicamente, muovendosi su una passerella di legno che si biforca in proscenio disegnando il crocevia dove l’assassinio del padre si è compiuto. Edipo, in un incubo, si aggira sulle sue macerie, cammina sul destino scritto dietro la sua nuca, come noi; come noi si tende in una innaturale dolorosa torsione per il volerlo leggere, circondato da figure che continuamente lo depistano nel suo progetto di conoscenza. La vita, le relazioni, i sogni – in fondo – ci depistano dal dolore.

Rossella Menna

Caso, conoscenza, politica

L’Edipo re è il “re” di tutti i drammi: così si è espresso un antico erudito, e così hanno pensato in tanti, dall’Aristotele che nella Poetica elegge l’Edipo a esempio di trama perfetta, fino a Freud, che al rintoccare del Novecento ne ha fatto la trama stessa della nostra psiche. Eppure, quando Sofocle presentò il suo Edipo al pubblico di Atene, la tragedia non piacque e uscì sconfitta dal concorso teatrale. La storia di Edipo è quella di un “re democratico” sospeso fra amore del proprio popolo e rischio dell’assolutismo, della tyrannis; un “re democratico” che è re finché ignora i propri legami con il genos, la “famiglia” regnante di Tebe, e che cessa d’essere re proprio quando i suoi diritti di erede vengono alla luce, insieme ai suoi involontari ma abominevoli delitti, parricidio e incesto. Nell’Edipo re, in effetti, si è riconosciuta una vicenda folclorica diffusissima: quella del principe-trovatello dalle origini misteriose, che torna nel regno dal quale un antagonista regale (maschio e più vecchio) l’ha scacciato bambino; superate le doverose prove eroi­che, e ucciso l’antagonista, egli conquista la mano di una regina o principessa, per essere infine solennemente riconosciuto: l’oscuro eroe altri non è che il legittimo erede al trono, e con la neo-sposa egli conquista anche il regno. È facile vedere come Sofocle abbia ribaltato il senso della favoletta, trasformandola in quella che Schiller definì una «analisi tragica», perché l’unica storia a cui noi assistiamo è la ricostruzione di una storia passata e dimenticata. Nella inarrestabile consequenzialità di tale storia, un eroe ignoto a sé e agli altri regna – e regna bene – solo finché il genos non torna a imprigionarlo nelle maglie di reticoli parentali moltiplicati (madri-mogli, figli-fratelli e figlie-sorelle: una sorta di super-genos). Per questo, all’inizio del dram­ma, un sovrano amato e benevolo esce dal palazzo di famiglia per incontrare il suo popolo; nel finale, egli è fatto prigioniero di quello stesso palazzo, e invoca vanamente l’esilio.
È questa, in filigrana, la storia di un progetto politico culturale che tentò di far convivere familismo aristocratico e democrazia? Religione tradizionale e nuove, rivoluzionarie forme di razionalità, dalla scienza medica alla cosiddetta “sofistica”? Riconoscimento della tyche – del “caso” – come ineliminabile fattore storico, e controllo razionale degli eventi? Per noi, oggi, dopo secoli di riscritture e riletture, l’Edipo re è vicenda più individuale che politica: è – complice Freud – una storia da teatro interiore, che narra del nostro più profondo “essere (o divenire) uomini”, della nostra incapacità di conoscere, della nostra sottomissione alla Tyche. Ma questa storia – è bene non dimenticarlo – narra anche di politica, di comunità, di tyrannis e di demokratia: e forse, nel finale e solitario homo sum di Edipo, della politica esprime la più tragica nostalgia.

Federico Condello

 

Note sulla composizione musicale

La musica e i suoni che accompagnano questa versione dell’Edipo Re sono pensati come espansione della parola, delle sue forme timbriche e della sua articolazione ritmica. I legami che si creano fra suoni e parole permettono la nascita di nuovi spazi comuni, condivisi, nei quali entrambi i piani si arricchiscono di senso, richiamando la complessità del reale. La condivisione si attua sul piano dei contenuti e si proietta anche nello spazio acustico reale grazie alla diffusione multicanale del suono e della voce. Si tratta quindi di forme che agiscono per contrasto o per prolungamento dei molteplici piani semantici che il testo offre.

Patrizio Barontini

Allestimento teatrale 2007

Dopo più di dieci anni torna a Milano Archivio Zeta con una meravigliosa rappresentazione di Edipo Re.

Sul palcoscenico Enrica Sangiovanni e Gianluca Guidotti.

 
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Edipo Re di Sofocle

dal 18 maggio al 6 giugno 2011 ore 18 - Teatro romano di Fiesole (FI)
20 agosto 2011 - Segesta (TP) – Teatro greco, Segesta Festival
16/17/23/24/30 giugno 2012 - Spazio Tebe
1/14/15/21/22 luglio 2012 - Spazio Tebe
24/25/26 agosto 2012 - Spazio Tebe

Edipo Re di Sofocle nuovo allestimento

7 maggio 2015 - Bologna – La permanenza del classico HOMO SUM – Aula Magna Santa Lucia
27 – 28 – 29 gennaio 2016 - Teatro delle Passioni – Modena
2 marzo 2016 - Teatro Testori – Forlì
9 aprile 2016 - Teatro Rasi – Ravenna
14 – 15 – 16 – 17 aprile 2016 - Teatro Sala Fontana – Milano
29 – 30 aprile 2016 - Teatro Cantiere Florida – Firenze
14 gennaio 2017 - Itc Teatro – San Lazzaro Di Savena - Bologna
domenica 28 maggio 2017 - Teatro Le Ariette - Val Samoggia - Bologna