plutocrazia
Archivio Zeta
Università di Siena -
Facoltà di Economia
Plutocrazia
un contrasto economico, un collasso dialettico
da un’idea di Aristofane pesantemente rimaneggiata
da
Franco Belli
drammaturgia a cura di
Archivio Zeta
regia
Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni
con
Luciano Ardiccioni
Franco Belli
Gianluca Guidotti
Alfredo Puccetti
Enrica
Sangiovanni
Produzione
Archivio Zeta
aiuto regia e consulenza musicale
Niccolò Livi
luci
Angelo Giordano
aiuto tecnico
Andrea Guidotti
foto
Franco Guardascione
note di regia
se l’uomo è formato dalle circostanze,
bisogna formare le circostanze umanamente
Karl Marx - La Sacra Famiglia
Questo progetto teatrale-economico nasce dalla collaborazione
tra l’Associazione Culturale Archivio Zeta e la
Facoltà di Economia “Richard M.Goodwin”
dell’Università di Siena e dalla nostra
amicizia con il Prof. Franco Belli (ex-preside Facoltà
Economia di Siena), professore e “poeta a tempo
ritrovato”.
È un lavoro drammaturgico inedito, un’operetta
aperta, che coniuga conoscenze storico-scientifiche
e invenzioni lirico-filologiche.
L’allegoria di Povertà (Penia) e Ricchezza
(Pluto), la parabola di questi due simboli e il loro
incontro-scontro con il contadino e il suo servo è
alla base della curiosità che all’inizio
ci ha attratto verso il Pluto di Aristofane e che poi
ci ha spinto ad ipotizzare i tradimenti: Franco Belli
ha da un lato innovato la lingua e il verso, ritraducendo
in versi intere parti del testo aristofanesco e dall’altro
ha attinto al suo lessico e alla sua competenza economica.
Nel mezzo del cammino però ci siamo accorti che
c’è qualcosa nel tessuto di questa satira
antica che è un ritorno al futuro.
Aristofane ci dà la possibilità di giocare
con la lingua e le parole ma le domande che pone sono
quasi tragiche nella loro radicalità e verità.
Non è facile prendere posizione. Sembra di assistere
ad una contesa in cui non si può scegliere tra
bene o male ma, come sempre nei greci, ci sono idee
in divenire.
Pluto è l’ultima commedia di Aristofane
pervenutaci, la sua ultima utopia, una fantasia interrotta:
la commedia si è inceppata. Si ride sull’orlo
del baratro.
È su queste impurità che si innesta il
nostro agone tragicomico: un contrasto economico che
porta ad un collasso dialettico.
Dalle parole di Aristofane ci si connette per assonanza
alle parole di S.Weil, A.Sen, M.Yunus, J.Stiglitz, E.Galeano
senza soluzione di continuità, fino all’apparizione,
come deus ex-machina, di un certo Karl M. in persona,
che dalla sua “soffitta” parla con le parole
dei Manoscritti economico-filosofici.
Il discorso economico di Aristofane diventa pretesto
per gli slittamenti spazio-temporali, utile per una
riflessione sull’economia contemporanea.
E poi si parla di mestieri, di oggetti, di accumulo,
di profitto, di mercato, di superfluo, di mettere in
comune ricchezza, di giusti, di onesti, di politici
e ladri…
Uno spettacolo che pone domande, apre un dibattito.
Ci serviamo della fabula di Aristofane, il tentativo
di ridare la vista a Pluto affinchè ci sia una
più equa distribuzione e ci interroghiamo su
che cosa accade nel momento in cui la Ricchezza può
rivedere finalmente il sole.
Lo spettacolo è andato in scena in prima assoluta
presso la Cripta-Biblioteca della Facoltà di
Economia di Siena il 14 dicembre 2006 ed è previsto
un tour in altre Facoltà di Economia.