Archivio Zeta
MARIO LUZI
Incontro a Pienza
regia
Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni
note di regia
Mario Luzi è nato a Firenze nel 1914.Èuno
dei fondatori dell’ermetismo nonchè uno dei maggiori
poeti italiani contemporanei.
Il film è un incontro con Mario Luzi a Pienza
il 20 agosto 2003: Pienza è un borgo rinascimentale
della provincia di Siena dove il poeta ama trascorrere
i mesi estivi. In questa cornice particolarmente suggestiva
sono state raccolte le sue riflessioni sulla storia
del Novecento, sulla letteratura, sul teatro, sul cinema
nonché paure e timori sulla civiltà contemporanea.
La conversazione avviene nel piccolo studio dove da
anni Luzi lavora: si vede il poeta mentre descrive la
natura della campagna della Val d’Orcia e mentre
scrive.
Non un’intervista ma un flusso di pensiero intervallato
dalla lettura di alcuni passi di sue poesie. Le poesie
sono lette in esterni presso il parco del seminario
di Pienza, luogo in cui Mario Luzi ha tratto l’ispirazione
per scrivere alcuni dei suoi versi.
Il 20 agosto 2003 abbiamo incontrato Mario Luzi a Pienza,
dove trascorre l’estate: ci ha accolto nella sua
casa, nel suo piccolo studio e ha passato una giornata
insieme a noi.
Quello che ci interessa è ascoltare la voce di
un poeta e guardare il suo volto, seguire il suo sguardo
di antica saggezza, discorrere non solo di poesia ma
del suo vivere che attraversa gran parte della storia
d’Italia del Novecento, fare un raffronto con
il passato e analizzare il presente.
Mario Luzi ci parla di guerra e pace, di memoria, di
letteratura. Ma anche di teatro e cinema, di linguaggio
lirico e linguaggio d’azione, del mondo contemporaneo
e di come vede le città e la sua Firenze, che
è parte fondamentale nella vita e nell’opera.
La scuola da allievo e poi da maestro, l’impoverimento
della cultura e del linguaggio…
Non un’intervista ma un incontro con un uomo molto
avanzato negli anni che esprime la propria emozionata
esperienza della vita.
Abbiamo girato in digitale e questo ci ha offerto la
possibilità di allargare la conversazione senza
limiti. Il ritmo e il tempo delle parole sono quelli
di un discorso ampio ed approfondito. Un dialogo: una
conversazione che il montaggio cerca di rispettare secondo
un canone antico e quasi perduto di ascolto.
La cadenza non ha fretta di arrivare a delle conclusioni
ma è una ricerca continua e una riscoperta del
linguaggio. Siamo stati ore ad ascoltare questo grande
vecchio che come un aedo discorre di tutto e celebra
un nuovo umanesimo nella città ideale del Rinascimento.
Un film che vuole essere anche una prova dello sguardo,
in cui l’inquadratura fissa l’inafferrabile
moto della poesia.
Un poeta che legge se stesso, quattro poesie “immesse
nella natura”.