Archivio Zeta
Progetto Linea Gotica
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
LE MONTAGNE PARLANO
un film in tre parti
regia
Gianluca Guidotti, Enrica Sangiovanni
riprese
Firenzuola e frazioni – luglio e agosto
2004 e marzo/giugno 2005
anno di produzione
2004-2005
collaborazione alle ricerche d’archivio
Giovanni
Contini Bonacossi
produzione esecutiva
Archivio Zeta
produzione
Archivio Zeta e Comune di Firenzuola
colore
bn e col
durata
prima parte 55 min
seconda parte 70 min
terza parte 35 min
note di regia
C’è un poema di Elsa
Morante che si intitola Il Mondo salvato dai ragazzini.
Ma in questi anni abbiamo visto ragazzini che non
potranno più salvare il mondo.
Vorremmo riuscire a ristabilire un’umanità
e un senso. Le cose della realtà sembrano non
averne più. Questi volti, questi nomi e questi
sguardi sono segni, occhi e parole di ragazzini del
tempo passato.
Sono passati sessant’anni e il patrimonio che
dobbiamo saper ereditare è questo racconto
vivo e pieno di vita. È il racconto possibile
della nostra terra, un racconto che chiede di essere
ascoltato. La ricerca e l’ipotesi di questa
ricerca nascono dalla necessità di dare un
volto e un suono alle ferite della storia. Il cinema
ci dà questa possibilità. Le montagne
parlano fa parte del Progetto Linea Gotica che abbiamo
inaugurato nel 2003, mettendo in scena al Cimitero
della Futa I Persiani di Eschilo. Con i Persiani avevamo
la necessità di parlare con parole antiche
delle ferite del recente passato, di uno scontro di
civiltà e di chiedere per il nemico una parola
di pietà.
Questa seconda tappa del Progetto Linea Gotica ha
un’ambizione ulteriore: diamo la parola a chi
sente l’urgenza di raccontare agli altri la
propria memoria. Il film che presentiamo è
in tre parti. Abbiamo raccolto testimonianze, volti,
racconti e gli abbiamo dato una forma unitaria. Nel
corso del 2004 e del 2005 abbiamo continuato questo
lavoro che ha avuto bisogno di tempo e di pazienza.
Si è venuto a comporre così, nel corso
del tempo, un mosaico di testimonianze. Contemporaneamente
abbiamo lavorato per ricercare negli archivi statunitensi
e inglesi le pellicole alleate del bombardamento di
Firenzuola, avvenuto il 12 settembre 1944, e del passaggio
del fronte. Firenzuola fu rasa al suolo, uno dei paesi
più colpiti dalle bombe alleate. Quando le
abbiamo trovate, quando le abbiamo tolte alla dimenticanza,
sono andate a far parte del nostro film. Le montagne
parlano è quindi composto dalle testimonianze
e dai volti, dai luoghi come sono oggi e dalle immagini
d’archivio. Tutte le testimonianze vanno a costituire
un Archivio della Memoria del Comune di Firenzuola,
patrimonio storico e umano per le generazioni future.
La nostra è anche una lotta contro il tempo.
Ci occupiamo della memoria perché è
una virtù democratica e un segno di libertà.
Il lavoro della memoria è lavoro enorme e informe.
Aumenta sottomano: ogni memoria è di per sé
frammentaria e fortuita. È una rete gettata
fortunosamente in acque difficili. Tuttavia il tentativo
di recuperare un mondo pronto ad essere escluso e
dimenticato deve essere fatto. È il raccontare
che ci riguarda, non la storia maiuscola, ma gli infiniti
punti di vista. È un racconto orale, un coro
che canta la sua storia, da cui emerge il lavoro sull’essere,
sulla Resistenza dell’esserci con forza. Momento
dopo momento acquista forma e spessore e il contenuto
è già Storia e pietra su pietra. Siamo
lieti di consegnarvi queste montagne che parlano,
alberi che raccontano, fiumi che cantano. Abbiamo
dedicato il film a Nuto Revelli, un vecchio ragazzino
che ci ha lasciato…ha scritto tanti libri di
testimonianze, archivi di un mondo perduto, frammenti
di un mondo salvato. Se in qualche modo saremo stati
capaci di svolgere un lavoro analogo vorrà
dire che avremo fatto qualcosa di utile.