archivio zeta
associazione culturale di produzione indipendente di teatro e cinema
agamennone Liceo Classico M.Minghetti – Bologna
Agamennone / voci al muro

di Eschilo
traduzione Monica Centanni
laboratorio e regia Gianluca Guidotti ed Enrica Sangiovanni
coordinamento didattico Prof.ssa Annalisa Tugnoli
con
Anna Bonfiglio Coro
Luca Maria Giordano Coro
Federico Modugno Guardia/Coro
Elisa Raspanti Coro
Emanuele Sparacino Calcante/Coro
Giulio Azzoguidi Agamennone
Lorenzo Viapiana Araldo/Coro
Elena Skuk Clitemnestra
Maddalena Pasini Clitemnestra
Camilla Pozzi Clitemnestra
Marianna Cammelli Cassandra/Coro
Alice D’Isernia Cassandra/Coro
Eleonora Ferrari Cassandra/Coro
Cecilia Scarpellino Cassandra/Coro
Ludovica Slaviero Cassandra/Coro
Angela Tognolini Cassandra/Coro

sabato 17 maggio 2008 ore 18.00 Cortile del Liceo Minghetti – Bologna
lunedì 26 maggio 2008 ore 9.30 Teatro Greco di Palazzolo Acreide - Siracusa



Dopo Aedi e duelli, quest’anno il nostro laboratorio si è cimentato in un progetto ambizioso, mettere in scena una tragedia per partecipare al Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani di Siracusa.
Eschilo, Agamennone la nostra scelta. E’ stato un percorso graduale: dalla voce dell’aedo che racconta storie di eroi in guerra al coro che ne canta il tragico ritorno. Il coro è diventato il centro della ricerca: la comunità che aspetta il ritorno del suo re e lo accoglie trionfante chiude in sé un presagio funesto, rievoca gli orrori della guerra, gli eccessi della vittoria e resta inerte di fronte all’uccisione di Agamennone da parte di Clitemnestra (paura? omertà?). Tutto si compie dentro il palazzo, dietro al muro; fuori le voci in un crescendo e moltiplicarsi di percezioni. L’attesa della guardia, la profezia di Calcante, i ricordi di guerra dell’araldo, l’esitazione di Agamennone, la doppiezza di Clitemnestra, il farneticare lucido di Cassandra. Clitemnestra diventa le Clitemnestre, Cassandra le Cassandre: dal coro escono i personaggi, i personaggi diventano coro.
Dal canto del coro al dialogo e alla imitazione della realtà: è stato ripercorrere le origini della tragedia. E quel percorso graduale dall’Aedo al Coro, dal Duello al Ritorno ha reso esperienza lo studio di due momenti della Grecia: quel moltiplicarsi di voci si è rivelato Polis e con essa Pensiero religioso e Pensiero politico. In un intreccio di piani, in un coesistere e contraddirsi di significati che ha dato i brividi.
Il lavoro del laboratorio è durato pochi mesi, ma si è fatta tanta strada. Il testo è stato letto, soppesato nella traduzione di certi passi, è stata fatta una selezione (è stato doloroso rinunciare a certi versi, ma il regolamento del concorso è rigido: non più di un’ora di durata). Poi il testo è diventato copione e col tempo è diventato vivo, anche nella ricerca degli oggetti, pochi, essenziali, simbolici.
Nel laboratorio hanno lavorato giovani di età diverse, anche del ginnasio ed ex-studenti; dalla guida dei loro maestri di teatro, appassionati e anche severi, hanno imparato come nasce uno spettacolo, ma soprattutto ad amare Eschilo.
Annalisa Tugnoli